Volcan Masaya, Masaya - Progetto Luciano America Latina

Vai ai contenuti

Menu principale:

Volcan Masaya, Masaya

Il Nicaragua > Turismo

Volcán Masaya, Masaya y Mirador de Catarina.


Uscendo da Managua e dirigendosi a sud, al Km. 25 si può entrare nel Parque del Volcan Masaya dove si trova il complesso vulcanico del Volcan Masaya formato da 5 crateri, tra cui il Volcan Santiago tuttora attivo. Si può giungere fin sull’orlo del cratere da cui esce una gran quantità di fumo con anidride solforosa ed osservare nel fondo del cratere il rosso ribollire della lava e sentire il brontolio della voce della Madre Terra. Il Volcan Masaya  è conosciuto anche come POGATEPE che, nella lingua indigena della tribù Chorotega,  significa "Montagna che arde".






Nel periodo precolombino, il Volcan Masaya era oggetto di venerazione da parte degli indigeni: si pensava che le eruzioni fossero segnali dell’ira degli dei e per calmarli offrivano loro in sacrificio giovinette e bambini. Durante la conquista, gli spagnoli lo battezzarono con il nome di Bocca dell’Inferno. In estate il Parque si copre di migliaia di fiori vistosi  ed aromatici, fra i quali molte orchidee ed il fiore nazionale, il Sajuancoche. Fra la vegetazione del Parque del Volcan trovano ospitalità varie specie animali (come coyotes e gatti selvatici) ed uccelli come: Urracas, Tortolitas, Gavilanes, Guises,  Pajaros Carpinteros, Chachalacas e Pocoyos.


Proseguendo per altri 5 Km si arriva a Masaya, chiamata "La Ciudad de las Flores", città dove vengono coltivati moltissimi tipi di fiori, di differenti forme e colori. Masaya  è famosa non solo per i fiori, ma anche per il caffè ed i mercati dell’artigianato, tra i più grandi del Centro America; possiamo trovare pezzi di artigianato molto fine, specialmente in legno, cuoio, ceramica, pietre e tessuti. Di notevole pregio anche le maschere di Monimbò, quartiere della città diventato famoso per la sua resistenza alla dittatura somozista.

La maggior parte dei balli folklorici nicaraguensi nascono in Masaya che per questa ragione viene chiamata "La culla del Folklore Nicaraguense". Lo strumento  musicale per eccellenza è la marimba, dal cui suono i turisti si sentono trasportati in un mondo magico. La marimba è una specie di xilofono, interamente in legno, che viene suonata con velocità e maestria.
La popolazione di Masaya e del suo "departamento" si caratterizza per i suoi marcati tratti somatici di razza "india". Nel corso dei secoli questa regione ha mantenuto  abbastanza nitide queste caratteristiche, tanto che da parte del resto dei nicaraguensi,  gli abitanti di qui vengono chiamati indios Masayas.
La storia di Masaya ci parla di due caciques (capi) indigeni: Nicarao e Diriangen. Il primo accettò gli spagnoli e permise alla sua gente di convertirsi al cattolicesimo,  venendo di fatto dominato; il secondo, fiero combattente, dopo aver lottato per 6 anni contro gli invasori, per non cadere nelle loro mani si gettò da una rupe, diventando così un eroe della resistenza indigena.

Masaya è bella anche per le sue chiese barocche e le sue feste religiose, dove partecipano alle processioni sia le statue religiose cattoliche che le  figure mitologiche locali.


Come raggiungere Masaya
: dal mercato Roberto Huembes in Managua partono autobus ogni ora; la durata del viaggio è di circa 45 minuti. In alternativa  di fronte alla UCA (Universidad Centroamericana) partono piccoli bus chiamati interlocales   che assicurano un collegamento rapido con le città di Masaya, Granada, Diriamba, Jinotepe e San Marcos.

A qualche Km. da Masaya si incontra lo splendido paesino di Catarina i cui abitanti si dedicano alla coltivazione di fiori, all’artigianato  ed all’allevamento di cavalli. Trovandoci a circa 500 m. di altezza, c’è un clima  estremamente gradevole e la temperatura oscilla tra i 22 ed i 27 gradi centigradi.
Attraversando in salita la cittadina (passando per le viuzze dove ogni casa è un piccolo giardino) si arriva alla sommità della collina da dove si può ammirare lo spettacolo  della Laguna di Apoyo, un bellissimo lago blu formatosi all'interno del cratere di un vulcano spento. Più a sud, con un unico colpo d’occhio, si può contemplare il gran lago Nicaragua o Cocibolca, la bellissima città di Granada  e la mole imperiosa del Volcan Mombacho, la cui sommità è abbellita  da una gran quantità di orchidee.

Scendendo dalla collina di Catarina ed attraversando la statale, si entra nel paesino di San Juan de Oriente, piccolo gioiello reso famoso dai suoi artigiani che  lavorano la ceramica e l’argilla in maniera magistrale, riproducendo vasi di terracotta e statue che ricordano le figure mitologiche e le divinità precolombiane del Centroamerica.
Vicino a Catarina e San Juan de Oriente si trovano altri piccoli paesini che nel loro insieme sono chiamati "Los Pueblos Blancos", per la loro conformazione ed il colore  delle case: Masatepe, Dirià, Nindirì, Diriomo, San Marcos, Niquinohomo (diventato famoso per aver dato i natali ad Augusto Cesar Sandino). Le caratteristiche di questi piccoli villaggi sono l’artigianato ed i giardini: al turista di passaggio  rimane la sensazione si trovarsi all’interno di una pittura.


Torna ai contenuti | Torna al menu