Teologia della liberazione - Progetto Luciano America Latina

Vai ai contenuti

Menu principale:

Teologia della liberazione

Il Nicaragua

Teologia della liberazione


“QUANDO DO DA MANGIARE A UN POVERO, TUTTI MI CHIAMANO SANTO. QUANDO CHIEDO PERCHÉ I POVERI NON HANNO CIBO, TUTTI MI CHIAMANO  COMUNISTA” (Helder CAMARA)

La Teologia della Liberazione è una riflessione teologica che tende a porre in evidenza i valori di emancipazione sociale e politica  presenti nel messaggio cristiano. Ebbe inizio nel 1968 (subito dopo il Concilio Vaticano II) con il Consiglio Episcopale Latinoamericano (CELAM) di Medellìn.  
Tra i protagonisti che iniziarono questa corrente di pensiero vi furono i sacerdoti Gustavo Gutiérrez (peruviano), Hélder Câmara e Leonardo Boff (brasiliani). Il termine venne coniato dallo stesso Gutiérrez nel 1973 con la pubblicazione del  libro "Historia, Política y Salvación de una Teología de Liberación".


SERGIO MICHILINI: "CHE GUEVARA E CRISTO CROCIFISSO"
2011, olio su tela, cm.65 x 80

Il contesto storico in cui nacque e si affermò la Teologia della Liberazione è quello dell’emergere e del consolidarsi  delle dittature militari  e dei regimi repressivi, che determinarono lo sviluppo dell'impegno di alcuni teologi nell'elaborare proposte sempre più radicali per far fronte all'aggravarsi della crisi politica e sociale latinoamericana. Nel Consiglio di  Medellin del 1968 i rappresentanti  della gerarchia ecclesiastica sudamericana presero posizione in favore delle popolazioni più diseredate e delle loro lotte, pronunciandosi per una chiesa popolare e socialmente attiva.
In vari Paesi si diffusero numerose comunità ecclesiali di base; solo in Brasile (grazie anche al cardinale di San Paolo Paulo Evaristo Arns e al vescovo Camara) ne nacquero circa 100.000; in Nicaragua numerosi cattolici, sia sacerdoti che laici, presero   parte alla lotta armata contro la dittatura di Somoza e in seguito diversi sacerdoti, come Ernesto Cardenal e Miguel D'Escoto entrarono a far parte del governo sandinista.

Durante la terza riunione della CELAM del 1979 a Puebla (Messico), furono riaffermati e sviluppati i princìpi di Medellín, ma venne emergendo anche  una forte opposizione da parte dei settori reazionari della gerarchia ecclesiastica; questa posizione   conservatrice andò rafforzandosi negli anni ottanta con il papato di Giovanni Paolo II in cui gli ideologi ed i protagonisti della Teologia della  Liberazione furono progressivamente allontanati dai vertici ecclesiastici (come avvenne, ad esempio,  con  Leonardo Boff che subì diversi processi fino ad essere costretto alla fine ad abbandonare, nel 1992, l'ordine francescano).

Le tappe principali

Gli antecedenti della teologia della liberazione sono molteplici. Li troviamo  in Brasile con le  Comunità Ecclesiali di Base (CEB) o con la nuova alfabetizzazione di Paulo Freire. Oppure in Europa con i preti operai in Francia e in Italia. Ma anche   nella lotta per i diritti civili dei neri negli Stati Uniti, condotta da Martin Luther King (che in seguito darà origine alla teologia della liberazione nera, la cosiddetta Black Theology) o in Sudafrica per la battaglia contro l'apartheid, in cui   protagonista sarà, negli anni più recenti, il vescovo anglicano Desmond Tutu. Infine, in Asia, la teologia minjung (in coreano, popolare) e la teologia contadina, esposta dal filippino Charles Avila, sono state messe in relazione con la Teologia   della Liberazione latinoamericana.
Le radici teoriche si trovano nel Concilio Vaticano II, da molti riconosciuto come inizio della riscoperta di una Chiesa popolare, dove il dibattito si concentrò sulla povertà della Chiesa e sulla sua solidarietà con le situazioni di oppressione.   Traccia di questo dibattito si trova nel libro "I poveri, Gesù e la Chiesa" che il prete Paul Gauthier pubblica nel 1963; in America Latina, il testo ha un grande impatto, e lo stesso Gustavo Gutièrrez ne trova ispirazione per il suo "Teologia  della  Liberazione". Nel 1976, dopo il congresso teologico del Messico, il francescano brasiliano Leonardo Boff  pubblica il libro "Teologia della cattività e della liberazione".
La reazione da parte della Santa Sede fu subito drastica. In uno dei suoi primi viaggi apostolici in Messico, nel gennaio del 1979, papa Giovanni Paolo II dichiarò che la «concezione di Cristo come politico, rivoluzionario, come il sovversivo di   Nazaret, non si compagina con la catechesi della Chiesa.» e lo stesso papa sollecitò dalla Congregazione per la dottrina della fede (a quel tempo presieduta dal cardinale Joseph Ratzinger) due studi sulla Teologia della Liberazione: Libertatis  Nuntius  (1984) e Libertatis Conscientia (1986). In entrambi si considerava che, nonostante la vicinanza della Chiesa cattolica ai poveri, la tendenza della Teologia della Liberazione ad accettare postulati marxisti e di altre ideologie politiche non  era compatibile  con la dottrina sociale della Chiesa cattolica.
Tali giudizi fortemente critici vennero in seguito in parte sfumati in una lettera rivolta alla Conferenza Episcopale Brasiliana, dove si riconobbe che la Teologia della Liberazione aveva avuto un ruolo «buono, utile e necessario» per la difesa   dei poveri. E, nella Centesimus annus, la tematica della liberazione venne assunta nel magistero sociale come compito della Chiesa del nostro tempo.
Oggi, grazie soprattutto al contributo di Leonardo Boff e dei suoi numerosi libri (come: "Ecologia, mondialità, mistica" o "Spiritualità per un altro mondo possibile") la Teologia della Liberazione ha sviluppato un filone nuovo, scoprendo lo stretto   legame cosmico e mistico di necessaria interdipendenza tra solidarietà che gli esseri umani sono chiamati ad avere tra loro e quella che devono avere con la natura, nell'aut aut tra homo sapiens e homo demens. Vi è quindi la riscoperta dell'ambiente   e di una rinnovata cura ecologica e vengono sposate le tesi e l'azione del movimento altermondialista (detto anche "no-global"), in cui alla contestazione del neoliberismo si aggiunge la promozione della pace fondata sulla giustizia e la richiesta di   una partecipazione democratica ed efficace da parte dei movimenti di base.
Il 13 ottobre 2006 Benedetto XVI ha promulgato una Notificazione (pubblicata il 14 marzo 2007), che condanna come "erronee e pericolose" alcune tesi espresse dal teologo della liberazione Jon Sobrino, che hanno avuto grande diffusione in America Latina   e non solo. Una delle accuse principali è di aver eletto i poveri a "luogo teologico fondamentale" – cioè a principale fonte di conoscenza –, al posto della "fede apostolica trasmessa attraverso la Chiesa a tutte le generazioni".

Elementi centrali della Teologia della Liberazione  
Gli elementi principali della Teologia della Liberazione sono, ovviamente, socialmente rilevanti perché mettono al centro  della riflessione un progetto di liberazione in  senso ampio che parta dalla presa di coscienza della realtà socioeconomica latinoamericana. Dalla denuncia della situazione della maggioranza dei latinoamericani (la povertà è un peccato sociale e contraddice il disegno divino) si arriva a definire  la salvezza cristiana come liberazione integrale dell’uomo, definendola specificatamente come liberazione economica, politica, sociale ed ideologica. La dignità umana viene rimessa in primo piano sottolineando, da un lato, il carattere peccaminoso  ed anti cristiano di persecutori ed oppressori e, dall’altro, la richiesta di giustizia delle vittime di questo peccato.

Torna ai contenuti | Torna al menu