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Ometepe

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Isla Ometepe

Scendendo da Granada verso sud, a circa 20 Km dalla frontiera con il Costarica, si trova la città di Rivas, il punto più vicino tra il Lago Cocibolca e l’Oceano Pacifico. Da qui si prende un taxi che per 50 C$ esegue il trasporto fino a San Jorge, il paesino che si trova in riva al lago Cocibolca, proprio di fronte all’Isola di Ometepe. Vista da questo punto l’immagine di Ometepe con i due vulcani, il Concepción ed il Maderas, che si ergono come due giganti a guardia dell’isola, è imponente. A San Jorge si prende un ferry o una lancia (grosso barcone) ed in meno di un’ora si raggiunge Moyogalpa, porto di arrivo nell’isola di Ometepe.

Il nome deriva dal náuatl "ome" = due, "tepetl" = montagna, visto che l’isola è costituita praticamente dai coni del vulcano Concepción e da quello del Maderas.
Ha una superficie di 276 km² ed è la più grande delle isole lacustri. I maggiori nuclei abitati sono Moyogalpa ed Altagracia, che sono anche i porti di accesso da Granada, San Carlos e San Jorge. La sua forma assomiglia ad un numero otto con in mezzo una strozzatura.

Il vulcano Concepción è alto 1610 m. ed è considerato il cono geometricamente ed esteticamente più bello fra tutti i vulcani del Nicaragua. La base, che ha un diametro di 36 Km., è attorniata da boschi e coltivazioni (platano, mais e fagioli)  mentre gli scoscesi pendii sono brulli e quasi senza vegetazione.

La sua ultima attività risale al 2005 quando si è prodotta un’espulsione di ceneri seguita da un terremoto di 6.2 gradi della scala Richter.
Gli abitanti dell’isola sono contadini e le coltivazioni per la maggior parte consistono in platano (banane verdi che si mangiano fritte o bollite) da esportazione, caffè, mais, fagioli. La gente si dedica anche all’allevamento di bestiame, cavalli e muli.

Il Maderas, che ha un’altezza di 1394 mt., è invece coperto da una folta vegetazione tipica del "tropico humedo". Sulle sue pendici viene coltivato il caffè da esportazione mentre sulla sommità, attorno ad un piccolo lago, si trovano varie specie di orchidee.

Ai piedi delle sue pendici si può visitare la Finca Magdalena, un’antica fattoria precedentemente di proprietà del dittatore Somoza che, dopo la rivoluzione e grazie alla riforma agraria, è stata assegnata ad una cooperativa di  piccoli contadini (Cooperativa Carlos Diaz Cajina) che la lavorano rendendola così produttiva e mantenendola in condizioni eccellenti. Nella Casona di questa fattoria ci si può fermare a dormire e fare campo base per arrivare alla sommità del  vulcano (circa 4 ore a piedi).

I due centri abitati più importanti sono Moyogalpa, ed Altagracia, che sono anche i capoluoghi municipali dell’isola.
Moyogalpa è il punto di arrivo e di partenza dei battelli per San Jorge, mentre ad Altagracia attraccano le grosse imbarcazioni che da Granada vanno a San Miguelito e San Carlos, sulla Costa Est del Lago.
Altagracia è anche sede del Museo archeologico visto che Ometepe è considerata un santuario dell’arte precolombina. Nell’isola sono stati trovati molti oggetti in ceramica e grandi sculture scolpite in roccia basaltica, esposte nel  parco della chiesa di Altagracia e nel Museo Nazionale a Managua. Queste sculture sono da attribuirsi alla stessa scuola artistica di quelle ritrovate nell’isola di Zapatera, realizzate dalla cultura Chorotega. Sull’isola si trovano  anche petroglifi (graffiti su pietre) realizzati a partire dal 300 a.C.
Durante il periodo della colonia l’isola fu utilizzata come rifugio per i pirati, provenienti dal Mar dei Caraibi attraverso il Rio San Juan, nei loro attacchi alla città di Granada; fu a causa dei loro saccheggi e sequestri di donne  che la popolazione si vide obbligata a rifugiarsi all’interno dell’isola. Fra i tanti, anche il temibile pirata Sir Francis Drake ancorò il suo vascello nel porto di Altagracia.
A Ometepe, oltre ad escursioni di vario genere (in bus, in macchina, a cavallo, in bicicletta, a piedi), si può pure fare trekking sui pendii dei due vulcani arrivando, specialmente sul Maderas,  a piccoli laghi che si sono formati dei crateri spenti.

Nell’isola sono disseminati vari villaggi e vi sono luoghi di rara bellezza, come la Playa Santo Domingo, che si trova sulla parte est dell’istmo: 4 Km. di sabbia chiara vulcanica ed acque poco profonde che ne fanno un’attrazione  unica. In questa zona si trovano parecchi hotel che offrono pernottamento, prima colazione ed a richiesta anche pranzo e cena.

Questa spiaggia, come tutta l’isola, è abitata da uccelli celesti e bianchi, chiamati "urracas", che accompagnano il turista durante il pranzo aspettando che questi condivida con loro qualche pezzo di pane o di frutta.


Poco lontano si trova "El Ojo de Agua" letteralmente "Occhio d’Acqua", una sorgente che sgorga dal terreno e forma una piscina naturale con la sua acqua cristallina e trasparente.


Vicino a San José del Sur si trova "Charco Verde", un bellissimo lago in un’area protetta, circondato da foreste, famoso per le sue leggende, separato dal grande lago solamente da una striscia di terra da cui si può vedere la terra ferma e San Jorge.




Lasciamo le bellezze di Ometepe (che sono state descritte solo in parte) per riprendere il ferry e tornare a San Jorge e poi fino a Rivas in taxi; la prossima meta è San Juan del Sur, sull’Oceano Pacifico: la distanza è di 18 Km. e si può scegliere di farla in bus oppure ancora in taxi (la cifra è di 100 o 150 C$, corrispondenti a 4 o 6 Euro).

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