Matagalpa e Waslala - Progetto Luciano America Latina

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Matagalpa e Waslala

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El Norte - Matagalpa e Waslala

Il nord del paese comprende le provincie di Matagalpa, Jinotega, Estelí ed Ocotal. In queste regioni si coltiva il prodotto per eccellenza del Nicaragua, il caffè di qualità arabica, molto quotato sul mercato internazionale.  È una regione montagnosa che gode di un clima più fresco rispetto al resto del Paese, particolarmente favorevole ai "cafetales" (le piantagioni di caffè) che si sviluppano sotto l’ombra di alberi giganteschi. La sua vegetazione varia da quella tipica del"tropico seco" a quella di tipo "tropico humedo" (che assomiglia molto alla selva amazzonica); in questa regione sono state disboscate molte aree a favore dei pascoli per bestiame.

La città più importante fra le quattro citate è sicuramente Matagalpa, chiamata anche "La Perla del Septentrión". Il nome della città deriva dal gruppo etnico che inizialmente popolava questa regione. E’ considerata anche la capitale dell’allevamento oltre che della produzione agricola; assieme al caffè si produce cacao, fagioli, mais ed ortaggi. Molto sviluppata anche l’industria lattea.
Come tutte le città costruite con struttura spagnola, è formata dall’intersecazione in maniera perpendicolare delle varie vie che la compongono. Le due principali sono denominate Calle del Comercio, dove pullulano i negozi, e Calle de Los Bancos. Nei tre mercati principali si possono vendere e comprare "granos basicos" (ossia fagioli e mais) che sono i principali elementi della dieta alimentare dei nicaraguensi,  oltre a verdure di tutti i tipi.
Da segnalare la bella cattedrale, totalmente bianca, la terza del Paese per importanza.
La regione, totalmente montagnosa, è attraversata dalle cordigliere Dariense ed Isabela ed è attraversata da fiumi di buona portata, come il Rio Tuma ed il Rio Grande di Matagalpa.

Prima di arrivare a Matagalpa provenienti da Managua si arriva a Ciudad Darío, la cittadina che ospita un piccolo museo nella casa natale del poeta Rubén Darío. Più a nord, a circa 30 Km. da Matagalpa si arriva a Sébaco, famosa perché vi si trovano i prodotti agricoli di tutto il nord del Nicaragua. Vicino a Sébaco la piccola comunità indigena di Chagüitillo, dove ha sede un interessante  museo precolombino e telai per tessuti artigianali.
Vicino a Matagalpa si possono visitare la cascata di Santa Emilia, la Riserva Naturale del Cerro Apante ed il parco Selva Negra con all’interno un resort. Il parco Selva Negra (situato sulla strada che da Matagalpa va verso Jinotega) è  meta di molti turisti, dal momento che è un luogo bellissimo per riposarsi o per godere della rigogliosa natura. Nato come Hacienda Productora de Café nel 1891, fondata da emigranti tedeschi, dal 1976 è diventato anche una località  di soggiorno con un hotel di 14 camere, 23 bungalows, una cappella, un ristorante bar. La sua bellezza è data dalla foresta, il laghetto, gli animali presenti. L’attuale proprietario, Eddie Kühl, è discendente dei primi coloni tedeschi  arrivati qui.

Da Matagalpa ci dirigiamo a Waslala, centro abitato (cittadina) che dista 141 Km.
Perché Waslala? Il primo motivo è che ci permette di conoscere il Nicaragua autentico, non quello turistico, ed entrare pienamente nella cultura locale; l’altro è affettivo, perché da circa 25 anni la popolazione di Waslala è l’obiettivo e la meta dei progetti finanziati dalla solidarietà italiana.
La strada per arrivarci è asfaltata per i primi 40 Km., fino a La Dalia; da qui in avanti fino a Waslala (e poi proseguendo fino a Siuna, la zona mineraria e la Costa Atlantica) è strada sterrata. In estate, durante la stagione secca è un problema per le buche, le pietre e la polvere che entra nei vestiti, nei capelli e nelle narici; in inverno, durante la stagione delle piogge, in alcuni punti, la strada si trasforma in un fiume di fango, dove non è raro vedere veicoli, anche di grosse dimensioni, impantanati.
Comunque, per tutti i 70 Km. che ci separano da Waslala, il panorama è bellissimo ed in alcuni tratti l’impressione è di trovarsi all’interno di un quadro.
Ad un certo punto ci si imbatte in un enorme massiccio montagnoso, Peñas Blancas. Questa montagna è totalmente ricoperta da selva primaria, dalle sue rocce sgorgano chiare, fresche e dolci acque che danno vita a torrenti che diventeranno affluenti dei fiumi più importanti. In questa selva, che possiamo definire ancora vergine, vivono tuttora i quetzales. Il quetzal è un uccello leggendario, di rara bellezza, dal piumaggio variopinto e coda lunga che nei secoli passati veniva venerato  dagli indigeni del Centro America. Nel vicino Guatemala è l’uccello nazionale e addirittura dà il nome alla moneta locale. Il governo nicaraguense ha dichiarato riserva naturale l’intera area (che si estende per 115,54 Km²) con il fine di proteggere il bosco primario ed evidenziare il ruolo importante che quest’area gioca nell’equilibrio idrico di una regione molto più vasta.

Proseguendo verso Waslala si attraversa il municipio di Rancho Grande: la vegetazione è ancora lussureggiante nonostante la deforestazione portata avanti sistematicamente allo scopo di creare pascoli per il bestiame.
Dopo una lunga discesa si attraversa il Rio Yaoska e si entra nel municipio di Waslala.
Waslala, che in lingua indigena significa "fiume d’argento", è un villaggio (ora la sua popolazione è di molto aumentata) sorto sulla strada che comunica Matagalpa con la Costa Atlantica. Inizialmente era composto solamente da un gruppo di case ma in seguito all’apertura della strada, negli anni ’70, è venuto lentamente crescendo, fino a contare attualmente, circa 10.000 abitanti; l’intero municipio, che si estende su un’area di 1.292 Km², ne conta  61.000.
Punto d’incontro tra le popolazioni di Atlantico e Pacifico, ha conosciuto in passato anni duri e tristi: prima con la repressione al tempo della Guardia Somozista e poi, dopo la vittoria della rivoluzione, con gli orrori della guerra (direttamente finanziati dagli Stati Uniti) combattuta tra l’esercito Sandinista ed i Contras.
Nel 1990, dopo gli accordi di pace, inizia la difficile opera di reinserimento alla vita civile di ex militari ed ex guerriglieri e, pur con la presenza sulle montagne di gruppi armati che commettevano ancora ogni tipo di crimine, lentamente Waslala inizia a rialzarsi economicamente. La maggior parte dei contadini del territorio sono stati militari dell’esercito Sandinista o guerriglieri della Contra che adesso non vogliono più sentir parlare di guerra e si dedicano unicamente al lavoro sulla  loro terra; se la stagione è favorevole, la terra regala loro ottimi raccolti.

Da qui partono camion diretti a Matagalpa traboccanti di sacchi di mais, fagioli, riso, caffè e, negli ultimi anni, di cacao. Waslala è diventato il primo municipio per quanto riguarda sia la produzione che la qualità di cacao: viene esportato anche in Europa ed uno dei maggiori acquirenti del cacao di Waslala è la tedesca Ritter, famosa anche in Italia per l’ottima produzione di cioccolato.
Il Municipio è formato da 20 comarcas (distretti) e 70 comunità (piccole contrade sparse sulle montagne). In queste zone la vita per i contadini è molto dura; per potersi rifornire di sementi o vendere i loro prodotti al mercato di Waslala,  sono costretti a fare anche 6 o 7 ore a dorso di mulo o di cavallo, arrivando in paese attraverso piccoli sentieri in mezzo alla foresta. Solo nell’ultimo periodo il governo ha aperto alcune strade rurali che permettono l’accesso ai camion  per il trasporto di persone.
Oltre all’agricoltura, Waslala sta ottenendo risultati anche nel campo dell’allevamento. Approssimativamente sul suo territorio si trovano circa 16.000 capi di bestiame.

Il pioniere della solidarietà con Waslala è stato Ubaldo Gervasoni che, negli anni ’80, in piena guerra, arriva a Waslala per lavorare con i contadini e promuovere progetti di produzione agricola al fine di migliorare la dieta alimentare della popolazione locale. Ubaldo fonda ACAWAS (Asociación Campesina Waslala), una cooperativa che, che riunendo un grosso numero di piccoli produttori, permette ai soci di avere forza sul territorio, vendere i propri prodotti, chiedere  finanziamenti, essere oggetto di corsi per migliorare la produzione e salvaguardare l’ambiente.
Nel corso degli anni i progetti di solidarietà sono continuati anche grazie ai finanziamenti della Provincia di Trento. Negli ultimi 10 anni, la nipote di Ubaldo, Silvia Valduga, ha lavorato ininterrottamente con la gente di Waslala, sia nell'area educativa che agricola e sociale. Grazie al suo impegno ed alla sua presenza, alla collaborazione della gente di Rovereto, di Verona e della Provincia di Trento, è stato costruito l’Istituto Agrario di Waslala, una scuola superiore che permette ai figli dei campesinos del municipio di ottenere un diploma in agronomia, utile sia per la formazione personale che per il miglioramento del loro lavoro nelle fincas familiari, sotto forma di produzione agricola, conservazione dell'ambiente e preservazione dei suoli.
L’Istituto agrario si trova su un terreno di 17 ettari alla periferia di Waslala. Oltre alle costruzioni per gli studenti (aule, biblioteca, auditorio, segreteria, presidenza, cucina ed una struttura provvista di camere e bagni che serve come centro  di accoglienza) è dotato di un "corral" (recinto aperto) per il bestiame e di una grande struttura coperta, suddivisa in compartimenti, adibita ad allevamento maiali. Inoltre, un’area del terreno è destinata alle esercitazioni pratiche degli  studenti, con coltivazioni di cacao e semina ortaggi. Qui viene praticato in toto il sistema biologico, cercando di evitare gli agrochimici.

A circa 1 Km. di distanza dall’Istituto si trova la costruzione in via di ultimazione che servirà come Centro di Accoglienza per bambini orfani ed abbandonati. Anche questo centro è stato costruito grazie al contributo delle associazioni  precedentemente menzionate e della Provincia di Trento. Questa costruzione, più comunemente chiamata "Casa de los Niños" è immersa in una bellissima oasi di selva tropicale. L’obiettivo della casa è quello di dare una formazione a bambini  che non hanno nessuno al mondo e far conoscere loro un altro tipo di vita.
Oltre al centro urbano di Waslala è interessante visitare le cosiddette Comunità della Montagna, piccoli centri abitati sparsi nel municipio, che si raggiungono per la maggioranza a dorso di mulo o di cavallo o a piedi. Se una persona desidera entrare  in pieno nella cultura "campesina" locale, questa è l’occasione. Non c’è la corrente elettrica quindi non esiste la televisione e di conseguenza la gente conversa e si riunisce, come tanti anni fa nelle contrade dei nostri paesi. A volte qualcuno imbraccia una chitarra ed intona una "ranchera" (canzoni tipiche della cultura messicana e centroamericana). Si va a dormire alle 20:00, massimo 21:00 perché è già buio da due ore. Durante la notte, gli unici rumori sono quelli degli animali notturni e/o quello dello scroscio del torrente. Al mattino ci si alza alle 4:00 o alle 5:00, quando è ancora notte; le donne si alzano per preparare tortillas (piadine di mais), gli uomini per mungere le mucche. Per lavarsi, se si è fortunati esiste una doccia, altrimenti si va al fiume o al torrente, sia d’estate, che durante la stagione delle piogge. La colazione è quella tipica del campo: caffè,  gallo pinto (riso e fagioli mescolati insieme) e tortilla (una piadina di mais). E’ una vita più lenta ma più autentica che ci fa ritornare al nostro passato.
Parte del municipio di Waslala appartiene alla riserva della biosfera (dichiarata tale dall’Unesco nel 1997) chiamata Bosawas, che è considerata la più grande riserva  forestale del Centro America.

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