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León

León Santiago de Los Caballeros è una città, municipio e capoluogo di regione del nord-ovest del Nicaragua. In passato è stata la sede intellettuale del paese, con una università fondata nel 1813. E’ tuttora sede di importanti università e centro del commercio. Prima della nomina di Managua come capitale del Nicaragua, León ha rivaleggiato a lungo con Granada per ottenere questo titolo.
Questa regione gode di terra molto fertile per la presenza dei vulcani. Qui si coltivano ortaggi, canna da zucchero, banane e sesamo. Con la canna da zucchero di queste zone viene prodotto il ruhm Flor de Caña conosciuto a livello internazionale.

La provincia di León si caratterizza per avere dei paesaggi spettacolari, belle spiagge e imponenti vulcani; da citare i quattro vulcani della Cordillera de los Maribios: il Momotombo, il Telica, il Casita ed il Cerro Negro che, pur essendo il più basso dei quattro (ha una forma di molare cariato), negli ultimi anni, con le sue eruzioni, ha messo la città di León ed il circondario in seri problemi.

Da León provengono importantissimi personaggi dell’indipendenza nazionale come della vita intellettuale nicaraguense: il più importante di tutti, il poeta e scrittore Rubén Darìo.

León, alla stregua di Granada, è una città che si può considerare come "coloniale"; infatti è stata conservata l’architettura e la struttura della tipica città spagnola del nuovo mondo.



Il suo patrimonio artistico è molto ricco: le bellissime chiese barocche che possiamo ammirare risalgono quasi tutte al XVII secolo.
La più importante e maestosa è la Cattedrale (la più grande del Centro America), costruita tra il 1747 e 1814, dichiarata patrimonio dell’umanità. Sede della prima diocesi del Nicaragua dal 1531, è tra le più antiche diocesi dell'America Latina. Il suo stile unisce il barocco al neoclassico ed assomiglia alle cattedrali di Lima e Cuzco (Perù).

Fra le altre chiese ricordiamo El Calvario, La Recolección, La Merced, San Francisco e quella di Subtiava.
Questo è il nome di un "barrio" (quartiere) indigeno della parte nord-ovest di León che prende appunto il nome dall’etnia Subtiava. Gli indios Subtiaba avevano una propria cultura, propri costumi, religione e tradizioni che si sono venute disgregando con l’avvento della colonizzazione spagnola che impose con la forza la propria cultura. Sono discendenti dei Maribios che nel VI secolo si installarono nel golfo di Fonseca e territori limitrofi. Dopo secoli di dominazione spagnola ed anni di lotta, è stata riconosciuta loro, da parte del Governo Municipale e Nazionale, la "Personeria Juridica"; esiste un Consiglio degli anziani (riconosciuto internazionalmente) e periodicamente si effettuano riunioni per discutere problemi ed obiettivi: fra questi, quello di rendere il quartiere, che conta con circa 30.000 abitanti, indipendente dalla città di León.

La zona di Leòn non colpisce solamente per la bellezza della città, ma anche per le attrattive naturali che possiede nei dintorni, a cominciare dalle immense spiagge sull’Oceano Pacifico; a circa 20 Km. dalla città, infatti, troviamo quelle  più famose di Poneloya e Las Peñitas; in quest’ultima le onde e le correnti del Pacifico sono molto impetuose, per cui si raccomanda molta attenzione. Poco più a sud troviamo le spiagge de El Velero e El Transito .
Vicino a Las Peñitas si estende la Riserva Naturale de la Isla de Juan Venado, divisa dalla terraferma da un piccolo braccio di mare. Questa riserva formata in prevalenza da boschi di mangrovie ospita migliaia di uccelli, oltre a granchi e coccodrilli.  Si può visitare questa riserva con un kayak o con una piccola imbarcazione. Dall’altra parte dell’isola si potrà godere della vista del Pacifico in tutto il suo splendore; e, da agosto a dicembre, si potrà assistere all’arrivo  delle tartarughe marine (della specie Paslama) per la posa delle uova.
Ed indine i vulcani. Vicino al Vulcano Telica (a 12 Km. da León) è interessante vedere "Los Hervideros de San Jacinto", pozze di fango bollente che variano in grandezza e colore, sicuramente collegate al vulcano. E’ bene farsi guidare dai locali (vari bambini si offriranno di guidarvi) per sentieri sicuri, visto che non esiste alcuna segnalazione a riguardo; infatti è alto il rischio di cadere in queste pozze, con tragiche conseguenze.

Più a nord di León, sempre sul Pacifico, si trova la città di Chinandega. Della sua provincia fa parte Chichigalpa, conosciuta come la terra del ruhm e dello zucchero; infatti, sul suo territorio si trovano due delle più grandi industrie del Nicaragua: l’Ingenio San Antonio (il più grande stabilimento per la produzione dello zucchero dell’America Centrale) e la famosa fabbrica del Ron Flor de Caña.
Sempre nella provincia di Chinandega si trovano luoghi turistici interessantissimi come il vulcano attivo San Cristóbal, il più alto del Nicaragua e, nello stesso complesso vulcanico, il Casitas, il Chonco, il Moyotepe e La Pelona. Più a nord, nella penisola che si estende nel Golfo di Fonseca, si trova la riserva naturale del vulcano Cosigüina; la parte interessante non è data tanto dal vulcano in sé (alto solamente 859 m.), quanto dal fatto che le sue pendici sono molto boscose e popolate da uccelli, scimmie ed altri animali tipici della selva centroamericana.


Sulla sommità del vulcano si apre un cratere di 2 Km. di diametro, al cui interno si trova un lago; l’ultima grande eruzione, infatti, risalente al 1835, fu violentissima e gettò gran parte del cratere nell’oceano Pacifico, formando così delle piccole isole chiamate "Islotes de Cosigüina" abitate da migliaia di uccelli. Dalla sommità del vulcano si possono ammirare le  coste dell’Honduras e de El Salvador che assieme a quelle del Nicaragua formano il Golfo di Fonseca.

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