Come nasce - Progetto Luciano America Latina

Vai ai contenuti

Menu principale:

Come nasce

L'Associazione

COME NASCE L'ASSOCIAZIONE

La storia della solidarietà con il Nicaragua inizia durante il Governo Rivoluzionario Sandinista (1979-1990) quando questo piccolo Paese, per combattere la Contra finanziata dagli USA, arrivava a spendere circa il 67% delle entrate statali nelle spese militari. È a questo punto che entra in gioco la solidarietà internazionale: da tutto il mondo (dall’Italia alla Norvegia, dagli stessi Stati Uniti all’Australia), arrivano aiuti per sostenere questo piccolo Davide che era costretto, suo malgrado, a combattere contro il Paese più potente del mondo.

Tra le varie forme di aiuto le "Brigadas Internacionalistas", composte da moltitudini di persone di buona volontà, in vari modi venivano ad appoggiare questa esperienza "revolucionaria", attraverso la costruzione di scuole ed aiuti nel settore medico, socio-educativo ed agrario. Furono organizzate brigate di internazionalisti anche per la raccolta del caffè, prodotto vitale per l’economia nicaraguense ma messo un pò in disparte visto che molti contadini erano impegnati sotto le armi.

Anche da Verona e dintorni (Caprino, Fane, Pedemonte) , verso la fine del 1986, rispondendo all’appello del cuore, alcuni giovani partirono con un aereo dell’Aeroflot che da Milano li avrebbe portati a Managua.
Fu un’esperienza indimenticabile. Si ritrovarono nei cafetales nicaraguensi a lavorare fianco a fianco con giovani e meno giovani di tutto il mondo: altri italiani, nicaraguensi, greci, spagnoli, francesi, messicani, statunitensi…. sì, pure gli statunitensi (perlomeno quelli che non si riconoscevano nelle scelte scellerate del loro presidente Reagan).

Fecero la conoscenza con il gallo pinto (il tipico – ed unico – piatto nicaraguense a base di riso, fagioli e tortillas di maìs, alimento base della cucina nicaraguense).

Fecero anche  la conoscenza con un prete contadino italiano, Ubaldo Gervasoni, che si rivelerà fondamentale per il futuro dell’associazione. Ubaldo partecipò alla raccolta del caffè con gli altri italiani, pur essendo in Nicaragua già da qualche anno: infatti lavorava in un piccolo paesino in mezzo alla foresta ed alle montagne nel nord del Nicaragua, Waslala, che in lingua Miskita significa: Fiume d’Argento. Oltre che come pastore di anime, era impegnato come coordinatore dei progetti agricoli che la Parrocchia stava promuovendo a favore dei contadini della zona.

Al ritorno in Italia, spinti dall’entusiasmo che aveva acceso in loro questa magnifica esperienza, assieme ad altri amici di Verona parteciparono a tutte le iniziative di solidarietà verso il Nicaragua: appunto in quel periodo venne costituita l’Associazione Italia/Nicaragua – Sezione di Verona.


Il referente in Nicaragua era Ubaldo che da quel Paese comunicava agli amici in Italia le necessità primarie di quella gente: ricordiamo che Waslala  è stata una delle zone più duramente colpite dalla guerra. Ubaldo accompagnava i campesinos nel lavoro, nelle dure conquiste quotidiane, nelle gioie, nei dolori e nel pianto mentre in Italia si organizzavano serate, incontri, riunioni con la gente, per sensibilizzare e fare contro informazione, visto che quasi tutti i mezzi di comunicazione in Italia erano appiattiti sulla linea data dal governo nordamericano. Durante questi eventi venivano venduti oggetti di artigianato centro e sudamericano e con il ricavato si finanziavano piccoli progetti a Waslala (suggeriti da Ubaldo e secondo le  necessità  della gente di Waslala).

In quelli anni Ubaldo, con i soldi della solidarietà italiana, comprò un appezzamento di terreno di circa 25 ettari, sul quale nel tempo venne costruito un centro di formazione (con saloni, dormitori e cucina) utilizzato in seguito per la formazione di maestri popolari e di operatori sanitari, per corsi di medicina naturale, agricoltura e preservazione forestale, tecniche agricole per i piccoli produttori della zona.

Vennero inoltre gettate le basi per la costituzione dell’Asociaciòn Campesina Waslala (ACAWAS, che vedrà la luce nel 1995) che riunisce i piccoli agricoltori delle comunità della montagna di Waslala i quali, per il fatto di essersi costituiti in Associazione, potevano ricevere formazione, vendere i loro prodotti ed aver accesso a piccoli crediti.

Venne anche acquistato un immobile con terreno che tuttora serve come sede di ACAWAS, sede del progetto di medicina naturale e casa per ospitare gli operatori stranieri che lavoravano nei vari progetti. E si acquisì anche un'altra casa (la "casa apicola") che si utilizzò come laboratorio per la lavorazione del miele e come deposito.

La solidarietà dei vari gruppi dall’Italia, generosa durante gli anni della guerra, è continuata anche dopo il 1990, cioè dopo la sconfitta del Frente Sandinista alle elezioni e dopo che a Ubaldo sono succeduti (come parroci di Waslala) una serie di sacerdoti missionari brasiliani: Padre Carlos, Padre Nelson, Padre Cleto, Padre Vanderlei e Padre Anelio. Esponenti della Teologia della Liberazione, questi missionari (nel ventennio del loro mandato) hanno messo in primo piano lo sviluppo ed il miglioramento delle condizioni di vita delle fasce più deboli della popolazione (bambini, donne, anziani, campesinos): non è stato difficile, per la solidarietà internazionale, trovare in loro dei validi alleati e degli interlocutori privilegiati.

In Italia nel frattempo, il gruppo iniziale che a Verona aveva dato vita all’Associazione Italia/Nicaragua, si amplia e coinvolge  sempre più persone. Vi entra a farne parte anche Luciano Caldana, amico di tutti, altruista oltre misura e nettamente schierato dalle parte dei più deboli. La sua personalità esuberante ed il suo animo generoso trovano terreno fertile nelle iniziative a favore delle popolazioni oppresse e disperate del sud del mondo. Un viaggio in Nicaragua, tra  il  1994 ed il 1995, lo segna profondamente: vedere e toccare con mano la fame e la miseria, i bambini orfani e malnutriti, le vedove e gli  anziani abbandonati a se stessi, le condizioni di vita dei campesinos … lo spingono, al suo rientro in Italia,  a moltiplicare gli sforzi e le attività per gli ormai innumerevoli progetti verso Waslala.
Tutto questo fino al 2001, quando una terribile malattia lo porterà rapidamente e prematuramente alla morte.

Nel 2007, in suo onore e memoria, l’Associazione Italia/Nicaragua di Verona viene registrata come onlus e prende il nome di "Associazione Progetto  Luciano America  Latina"

Torna ai contenuti | Torna al menu