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La Costa Atlantica - Bluefields e la costa


Dal Nord del paese ci spostiamo sulla Costa Atlantica dove, una volta arrivati, ci sembra di essere in un altro paese. Lo si respira nell’aria. A Bluefields e Corn Island sembra di stare in Giamaica. Le spiagge, la popolazione, la musica  e tutto l’insieme ci fanno intuire che siamo sul Mar Caribe (italiano Mar dei Caraibi).
La popolazione è formata da indios Miskitos, Sumos e Ramas con lingue proprie (la lingua Miskita è quella maggiormente parlata sulla Costa) e da africani e garifoni, discendenti degli schiavi che fuggivano dalla Giamaica per cercare la libertà. Questi ultimi parlano un inglese creolo che è abbastanza diverso dall’inglese classico.
La musica comprende il reggae (di chiara derivazione giamaicana), la soca (proveniente dalle Piccole Antille) ed il calipso, oltre alla salsa ed al merengue. La cucina è la tipica cucina creola, a base di pesce o carne; il piatto più noto è il Run Down, preparato con un’insieme di yuca (tubero), platano (banana verde), quequisque (tubero), pesce o tartaruga e coco, una vera delizia.

Il primo europeo a sbarcare su questa costa è stato Cristoforo Colombo, il 12 settembre 1502, esattamente a Cabo (Capo) Gracias a Dios, che separa il Nicaragua dall’Honduras.
Il Cabo Gracias a Dios deve questo nome all’ammiraglio Colombo che, mentre si dirigeva con quattro caravelle verso il sud dei Caraibi fu sorpreso da una terribile tempesta, forse un uragano, che per vari giorni minacciò di affondare le imbarcazioni. Dopo aver doppiato il promontorio, quest’ultimo lo protesse dall’uragano e Colombo proferì la frase:"Gracias a Dios que al fin salimos de esas honduras!" (Grazie a Dio siamo usciti da queste profondità) dando così il nome  sia al promontorio che alla terra che si erano lasciati alle spalle. (hondura in spagnolo significa profondità e quindi lui in questo caso si era riferito all’altezza ed alla profondità delle onde). Era settembre, ed i mesi di Settembre, Ottobre e Novembre, nel Mar dei Caraibi, sono i mesi degli uragani e delle tormente tropicali.
Cabo Gracias a Dios si trova sull’estuario del Rio Coco. Questo fiume è il più lungo del Centro America, circa 680 Km.
Il Rio Coco, nel 1600 e 1700 fu risalito varie volte dai pirati inglesi. Esattamente nel 1654 il famigerato pirata Henry Morgan, al servizio di sua maestà britannica, risalì il fiume fino ad arrivare a Ciudad Antigua, in Nueva Segovia, vicino ad Ocotal e mise a ferro e a fuoco la cittadina trucidando tutti gli abitanti.  
I primi ad arrivare furono gli spagnoli, ma la Costa Atlantica è stata in seguito colonizzata dagli inglesi perché, mentre i primi usarono la violenza per potere insediarsi e furono sempre respinti, i secondi usarono una tattica diversa: cercarono di accattivarsi la popolazione e così riuscirono a penetrare nell’entroterra.
Gli inglesi ebbero sempre buone relazioni con i Miskitos, tanto che questi ultimi appoggiavano i pirati ed i bucanieri nelle loro scorrerie a danno degli spagnoli.
Qui, su ordine del Re d’Inghilterra ed il governatore della Giamaica, elevarono la regione a rango di Regno della Mosquitia nominando il cacique locale Re Old Man I°.

La Costa Atlantica del Nicaragua è divisa in due regioni: la RAAN (Región Autónoma Atlantico Norte) e la RAAS (Región Autónoma Atlantico Sur). Capoluogo di quest’ultima è Bluefields che deve il suo nome al pirata olandese  Blauvelt. La sua storia è legata a quella dei pirati europei che navigarono nel Mar dei Caraibi. A causa della sua storia, la città ed i dintorni sono abitati da un amplio crogiuolo di razze. Addirittura si possono trovare incroci tra miskitos e  cinesi.
Questa popolazione è geneticamente e culturalmente una miscela di tratti somatici africani, amerindi ed europei, prodotto dell’interazione dei popoli originari della costa con gli schiavi liberati dalle piantagioni di banane della Giamaica,  Belize, Isole Caimàn, con i pirati ed i coloni inglesi e nordamericani.
Per arrivare qui da Managua vi sono voli giornalieri da Managua con le compagnie La Costeña o Atlantic Airlines, oppure, partendo dal Mercado Mayoreo si sale su di un bus diretto a El Rama (292 Km.) per poi imbarcarsi in un battello o una lancia rapida che ci porterà fino a Bluefields sul Rio Escondido (fiume Nascosto). Veniva chiamato così perché i pirati ed i corsari inglesi, per nascondersi dagli spagnoli, utilizzavano il fiume, pieno di anse, per riposare, riparare avarie ai loro vascelli e fare approvvigionamento.
Bluefields è una bella cittadina con le sue case in stile vittoriano: porte e finestre decorate, una tettoia sulla parte frontale e laterale. I colori preferiti sono una combinazione di bianco e verde, con tetto rosso. Molte di queste case sono andate perdute nel 1988 a seguito del passaggio dell’uragano Juana. Da visitare le chiese Morava e Battista, interessanti per il loro stile architettonico.
Qui si celebra ogni anno la Fiesta del Palo de Maio, e al suono del ritmo tululu pasa, tutta Bluefields se pone a bailar.

Nelle vicinanze di Bluefields è molto bello visitare Laguna de Perlas. Questo grande specchio d’acqua, che ha una superficie di 532 Km² è collegata a Bluefields da un servizio di lance rapide che in un’ora e mezza coprono la distanza. La laguna è un paradiso naturale con una vegetazione rigogliosa, dimora di uccelli ed ogni tipo di animali. Arrivando qui si possono osservare le imbarcazioni fatte di tronchi di alberi scavati, usate dalla popolazione locale per la loro  attività principale: la pesca.
Di fronte a Laguna de Perlas si trovano i Cayos Perlas, 18 isolotti con le tipiche caratteristiche dei Caraibi: acque cristalline, spiagge bianche e palme, un vero spettacolo.

A 70 Km. di distanza da Bluefields, in mezzo all’Atlantico, si trovano due isole chiamate Corn Island e Little Corn Island (in spagnolo Isla del Maìz). Queste due isole offrono la possibilità di conoscere la parte caraibica del Nicaragua con la loro bellezza. Le loro caratteristiche: acqua color turchese, spiagge di sabbia bianca, palmeti, barriere coralline e vita marina. Sull’isola maggiore si trovano vari hotel che vi offriranno una buona attenzione. Qui si può praticare la pesca subacquea e la pesca d’altura. Oltre alla pesca è possibile immergersi nell’oceano e visitare la barriera corallina, praticare il surf (da ottobre a dicembre) montare a cavallo o semplicemente passeggiare sulle spiagge.
Si può visitare l’isola, sia in taxi, in bicicletta o a piedi. Esistono vari punti elevati nell’isola, che sono disabitati e coperti da boschi. Da queste alture si possono anche ammirare dei meravigliosi tramonti.
A circa 15 Km a nord-est da Corn Island, si trova l’isola minore, Little Corn Island. Questa piccola isola coperta per intero da boschi è un pezzettino di paradiso tropicale.
La sua superficie è di solamente 2,9 Km². Qui non esistono strade, non vi sono veicoli né televisione e soprattutto non vi sono rumori. L’elettricità è fornita solamente per poche ore al giorno. Gli hotel, i negozi e le spiagge sono tutti vicini, così il turista si può muovere a piedi. La scelta è fra stendersi su un’amaca e deliziarsi con la brezza marina, sedersi sotto un ombrellone di paglia ammirando i colori dell’oceano ed accompagnare un piatto di pesce no frutti di mare sorseggiando una buona birra gelata.
Per arrivare alle due isole, il servizio più rapido e consigliabile, è quello aereo, ma è anche il più caro. Si può arrivare da Managua con 2 compagnie: La Costeña ed Atlantic Airlines che in 1 ora e 45 minuti vi porteranno all'isola. Un’altra opzione, questo viaggio può durare 2 giorni, è quella di partire da Managua per El Rama, con un Expreso dal Mercado Mayoreo. Da El Rama, con un battello che parte 1 volta la settimana, scendendo per il Rio Escondido e passando  per Bluefields si arriva a Corn Island in un giorno.
Molto più a Nord di Bluefields, si incontra Puerto Cabezas o Bilwi (in lingua indigena), capoluogo della RAAN. I primi abitanti di Bilwi sono stati i Sumos, poi sono arrivati i Miskitos ed i creoli.
Nonostante che il primo ad arrivare fu Cristoforo Colombo, quando toccò terra a Capo Gracias a Dios non molto lontano da Bilwi, la città intesa com’è adesso fu fondata nel secolo XIX con l’arrivo dei missionari protestanti moravi,  provenienti dalla Boemia e dalla Moravia, attuale Repubblica Ceca. La città, col passare degli anni, si venne ingrandendo, grazie al traffico del legname ed alle coltivazioni bananiere. All’inizio del XX secolo la regione fu incorporata al resto  del Nicaragua ed alla città fu dato il nome di Puerto Cabezas.
La maggioranza della popolazione è Miskita, mentre sono in minoranza i creoli, meticci ed altre etnie. Puerto Cabezas ed El Bluff (porto di Bluefields) sono i due maggiori porti della Costa Atlantica da dove partono ed arrivano le grandi navi mercantili.

In pieno Mar dei Caraibi, da Cabo Gracias a Dios fino ad arrivare di fronte a Puerto Cabezas, si trova un arcipelago 78 di isolotti chiamati Cayos Miskitos che si estende sopra una piattaforma corallina poco profonda e coperta da mangrovie.
L’arcipelago,  dichiarato Riserva Marina, è  conformato da isole ed isolotti corallini di una bellezza unica.
Nelle sue acque si trovano pasture sottomarine dove si alimentano la maggior parte della tartarughe verdi dei Caraibi. Queste isole sono in genere disabitate a causa del suolo poco stabile ed alla presenza di mangrovie ed insetti, tuttavia i pescatori  provenienti dalla terraferma hanno costruito delle palafitte nell’acqua che poggiano su rocce e banchi di sabbia fino a tre metri di profondità, dove abitano per circa 6 mesi l’anno, durante il periodo della pesca. Il luogo è utilizzato  dalla popolazione miskita per procurarsi carne di tartaruga ed aragoste che poi verranno commercializzate.

Ci sarebbe da parlare per un giorno intero dei Cayos Miskitos, di come sopravvive la gente qui, di come si svolge la vita normalmente, delle dure condizioni che ci ricompensano con scorci di paradiso terrestre.

Per arrivare a Puerto Cabezas da Managua si può farlo viaggiando in aereo, sempre con La Costeña e Atlantic Airlines, o via terra partendo dal Mercado Mayoreo, nella capitale, passando per Waslala o Rio Blanco, però in bus o veicolo privato il  viaggio è massacrante.

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